09 Nov 2020

Quali miti si nascondono nella geografia del Lago di Garda?

09 Nov 2020 - Lago di Garda e curiosità

Come spesso succede, è la geografia stessa di un luogo a svelare la ricchezza di leggende e miti che lo riguardano. Nel caso del lago di Garda, ninfe, dei e principesse hanno dato il nome a scogli, valli, borghi e boschi di montagna. Il nome del lago stesso deriva da un mito, che racconta di una bellissima ninfa e di un matrimonio tra fiumi. Scopri i racconti affascinanti sul lago di Garda e organizza un tour in barca con Sirmione Boats! 

Le origini del lago: il dio Benaco e la ninfa Garda 

Il poeta Floriani racconta l’origine del lago di Garda come un evento divino. Una notte, una schiera di angeli scese sulla terra e riempì d’acqua una valle deserta. Abbellirono le sponde di fiori, limoneti e uliveti, misero una flotta di vele sul lago e lasciarono la terra tra inni e canti di gloria. 

Se però ci rivolgiamo alla mitologia pagana degli antichi romani, la nascita del lago è opera di Benaco, il dio del fiume e della figlia, la ninfa Garda. Garda andò in sposa al fiume Sarca e da questa unione nacque un lago ampio come il mare. 

Benaco, figlio di Nettuno, è la versione gardesana di Zeus, il padre degli dei. Ogni mito legato a questo territorio, infatti, lo vede protagonista. Nella mitologia, Benaco si innamora di ninfe, donne e fate: da queste unioni amorose nascono altre figure fiabesche, che hanno dato il proprio nome alla geografia del lago di Garda.

Scogli e pesche miracolose 

Basta allontanarsi dalla costa e navigare sul lago per incontrare scogli dai nomi particolari. Uno di questi è lo scoglio della Stella, proprio di fronte a San Vigilio. Il suo nome deriva dalla storia di un amore non corrisposto: quello tra la ninfa Stella e il dio Vigilio. Infuriato per essere stato rifiutato da Stella, Vigilio la trasformò in una pietra. La stessa pietra che oggi sorge solitaria sul lago. 

C’è poi la leggenda dell’isola di Trimelone, al largo del paese di Assenza. Il nome ricorda i due fratelli “tremuloni” che vennero inghiottiti dal lago e trasformati in due scogli vicinissimi, uniti da una dorsale subacquea. 

Anche i pesci del Garda sono legati alla mitologia: il carpione rigato del lago è un dono del dio Saturno, mentre il dio Benaco donò ai pescatori del Garda le sardene, il “pesce della provvidenza”. 

La leggenda dei salici piangenti sulle sponde del lago  

Passeggiando lungo le sponde del lago, puoi notare la grande quantità di salici piangenti, spesso avvolti da tralci d’edera. La storia di questi alberi è, ancora una volta, quella di un amore sfortunato. 

Tavine era una ninfa bellissima, con lunghi capelli biondi e occhi azzurri come il lago. Benaco, il dio del lago, non riuscì a resistere alla sua bellezza e se ne innamorò perdutamente. Tavine, però, era già innamorata del giovane pastore Cisso. Quando Benaco lo venne a sapere, uccise Cisso trafiggendolo a morte con il suo tridente d’oro. 

Quando Tavine lo scoprì, impazzì di dolore e decise di lasciarsi morire. Ma gli altri dei vollero salvarla facendola addormentare profondamente. Mentre dormiva, Tavine si trasformò in un salice e i resti di Cisso in un’edera rampicante, che abbracciò il tronco dell’amata. Ecco perché, ancora oggi, i salici del lago sono spesso avvolti da una pianta di edera, simbolo di eterna fedeltà. 

Ogni baia, scoglio e isola del lago di Garda offre un’occasione per raccontare un mito o una leggenda. Scegli uno dei nostri tour in barca sul lago e lasciati incantare dal potere delle storie raccontate dai nostri capitani. Tra realtà e finzione, si nasconde sempre un po’ di vera magia! 

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